Come scrivere una (auto)biografia di successo (accessoriamente parleremo di femminismo)

conferenza teatrale di Maria Cristina Mastrangeli


potrebbe cominciare così:

«Conoscete Obelix? Il personaggio di Goscinny-Uderzo è cascato nella marmitta della pozione magica quando era piccolo. Per questo non ha bisogno di berne ancora per scaraventare a terra i suoi nemici romani.
Nel mio rapporto al femminismo io sono come Obelix, sono cascata nella marmitta da piccola…»

ma anche colà:

«È d’uso cominciare la propria conferenza con una barzelletta, un aneddoto divertente, aimè non sono affatto dotata per questo esercizio, ma l’attualità viene al mio soccorso: cos’hanno in comune Jovanotti e Patti Smith? (…) Tutti e due hanno appena pubblicato un’autobiografia di successo.
Quali sono dunque i principi d’organizzazione per scrivere una biografia efficace che vi porterà dritti al premio Strega, eccoli in 10 punti…»

Un primissimo getto in francese di 4 minuti è stato mostrato alla fine di una residenza al 104 di Parigi nell’aprile 2016. La conferenza finale sarà disponibile anche in italiano.

Nota d’intento :
Dare una vera-falsa conferenza sulla scrittura creativa di un’autobiografia. Come costruire una success-story all’americana. Far ridere, sorridere e pescare ogni esempio nel mio rapporto al femminismo. Abbordare le tematiche e (un po’) la storia del femminismo europeo, coi miei occhi di bambina, d’adolescente, di donna, di madre. Dire «io» nella Storia. Perché la mia vita s’è costruita con. Dalla culla: mia mamma è una delle fondatrici del Movimento femminista.Oggi mi sembra ancora essenziale di interrogarci sui concetti fondamentali del femminismo. Devo veramente esplicitarne le ragioni? In Europa le donne attive guadagnano tra il 5 e il 22% in meno dei loro colleghi maschi; in Francia una donna muore sotto i colpi del coniuge ogni 3 giorni, un uomo ogni 14,5 giorni; noi, Europei et Europee bianchi, non troviamo ancora le buone modalità per dialogare con alcune donne musulmane che proclamano la loro fede attraverso dei segni esteriori; il diritto all’aborto è stato rimesso in causa in Polonia, alcuni candidati alla presidenza francese ne parlano, in Irlanda è sempre ristrettissimo…; noi, le femministe d’altri tempi (?), a volte guardiamo con sorpresa certe espressioni del neo-femminismo…

Contesto storico :
Siamo a Roma negli anni 70. Il Vaticano è là, il nostro papa è Paul VI, e per il momento riforma la liturgia. La Democrazia Cristiana è al governo da quasi trent’anni ormai. I presidenti del consiglio dell’epoca portano nomi che sono diventati mitici, Giulio Andreotti, Aldo Moro…
I movimenti di contestazione in Italia hanno preso la forma di una guerra civile, siamo nel pieno degli «anni di piombo».
Nel 1975, una parte del Movimento di Liberazione della Donna s’affranca dalla tutela politica del Partito Radicale. L’anno dopo il gruppo occupa l’immenso e vetusto Palazzo Nardini, al centro di Roma, precisamente al numero 39 di via del Governo Vecchio.
Mia madre è lì. Mi alleva da sola e io, volente o nolente, la seguo ovunque. Ho 11 anni e partecipo alla mia prima seduta d’auto-coscienza.
Sempre appiccicata a mia mamma, frequento anche, il Teatro della Maddalena, epicentro culturale del Movimento a Roma. Ci sono delle artiste che hanno segnato l’epoca ben aldilà della storia del Movimento: Dacia Maraini, Sofia Scandurra, Lucia Poli, Marisa Fabbri, Piera degli Esposti, e anche, nei loro passaggi, nella capitale Franca Rame o Isabella Rossellini…