Octogone è una compagnia teatrale fondata nel 1998 a Montreuil-sous-Bois, nella periferia di Parigi.

La compagnia è dedita alla regia di testi contemporanei, che siano opera di un autore drammatico o frutto di un lavoro drammaturgico su materiali diversi.

Octogone rivendica un teatro che abbia un impatto politico e sociale e si ricollega alla ricerca della tradizione del teatro militante cercando al tempo stesso di ridefinirlo nella pratica e nella forma, al fine di non perdere mai di vista l’asse principale: testo – attore – pubblico.

Le azioni socio-culturali emanano dalla riflessione artistica e la arricchiscono al tempo stesso.
I progetti socio-culturali, condotti nelle scuole o attraverso laboratori di pratica teatrale, hanno bisogno di una loro autonomia rispetto alla creazione. Per due ragioni principali: affinché lo spettacolo non diventi didascalico e affinché l’allargamento del pubblico sia reale e tangibile.

Oggi, dopo sei anni di avventure collettive, Maria Cristina Mastrangeli, regista e attrice, ne è la direttrice artistica. La presidente è Bianca Silvestri, autrice.

Nel 2001 Octogone ha aperto uno spazio a Montreuil-sous-Bois. Durante nove anni, questa sala è servita per le prove delle creazioni di Octogone. Luogo aperto al pubblico del quartiere è servito anche per laboratori di teatro destinati ai non professionisti e per incontri socio-culturali.

Nel 2012 il laboratorio Octogone ha lasciato la sua città d’origine ed è pronto per delle nuove avventure.

Per la creazione dei suoi spettacoli Octogone ha ricevuto le sovvenzioni di:
DMDTS – Ministero della Cultura Francese -, DRAC Île-de-France, Thécif (oggi ARCADI), Conseil Général du Val-de-Marne, SPEDIDAM

Per le sue azioni pedagogiche Octogone ha ricevuto le sovvenzioni di: LICRA (Lega Internazionale Contro il Razzismo e l’Antisemitismo), Fondazione del Giudaismo Francese, Citoyenneté Jeunesse, Municipio di Montreuil, Municipio di Romainville

Per le sue azioni socio-culturali Octogone ha ricevuto le sovvenzioni di:
 ARDEVA Île-de-France, Fondo Sociale Europeo, Municipio di Montreuil

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III, mette in scena un Riccardo III dei tempi moderni (...) L'allestimento offre una scena urbana fatta di mattoni, cemento, riflesso della durezza del testo di Philippe Malone. (...) La regia riposa essenzialmente sulla direzione degli attori dove la potenza della parola e l'energia sono prioritari. (...) Riccardo (Gaëtan Kondzot) fa paura. Sabrina Bovali, Revue spectacle.com, 18 aprile 2005Sabrina BovaliRevue spectacle.com, 18 avril 2005
III, del giovane autore Philippe Malone (...) Un testo non privo di bellezza e ritmo, allestito con perfetta sobrietà da Maria Cristina Mastrangeli. (...) Vi scopriamo, di fronte a Lucienne Hamon, madre imperiale che suo figlio finisce però per spedire… in una casa di riposo, uno straordinario attore di colore, Gaëtan Kondzot. Annie Coppermann, Les Echos, 26 aprile 2005 Annie CoppermannLes Echos, 26 avril 2005
Contro ogni regolamento in un porcile è divertente ed emozionante, una vera-finta conferenza bilingue sui dei testi rari di Brecht. Nova Mag, maggio 1999 Nova Mag, mai 1999
Qualche parola per dire da dove vengo Delle parole d'immigrati di ogni orizzonte adattate da Guillaume Hasson con una regia sobria e sensibile di Maria Cristina Mastrangeli. Per capire la singolarità e la legittimità di ogni percorso. … Il testo così come la regia di Maria Cristina Mastrangeli evitano ogni traccia di pathos e di giudizio, e sottolineano tanto l'unicità di ogni esperienza, nelle sue motivazioni e nel suo vissuto, che la sua portata universale. Dei canti di diverse parti del mondo (Lorraine Prigent) servono da transizione tra una storia e l'altra. Sono la semplicità e la sobrietà che determinano l'interpretazione degli attori. La pièce vuol fare sentire una molteplicità di esperienze intime ed evita quindi un'incarnazione contestualizzata. I due attori sono strumenti per la transizione della parola: Elsa Bosc e Gaëtan Kondzot. Questa molteplicità è una bella carta vincente d'umanesimo. Agnès Santi, Critica La Terrasse, aprile 2009 Agnès SantiCritique, La Terrasse, 2002
Il testo Il ragazzino della fotografia di Agata Tuszyinska non comporta nessun giudizio morale, richiama la nostra attenzione ad ogni riga. La regia di Maria Cristina Mastrangeli, e qui è la sua genialità, non si limita al caso di Shlomo. Ma scava così a fondo che ognuno ci si riconosce, messo a confronto con l'una o l'altra delle esperienze essenziali della vita moderna. L’Impartial (CH), 18 novembre 2002L’Impartial (CH), 18 novembre 2002